@section('meta_description', 'L'avvento dei super-botnet industriali.') @section('content')
L'operazione 'Methbot', scoperta a fine 2016 e analizzata nel 2017, ha segnato un punto di non ritorno nell'ad-fraud. Per la prima volta, un'organizzazione criminale non si limitava a infettare PC di utenti ignari, ma ha creato un'infrastruttura server dedicata ed economicamente impressionante.
Fonte: WhiteOps Methbot Report
Fino al 2016 le botnet erano instabili, dipendendo da computer casalinghi. **Methbot ha elevato la frode a livello industriale**, spostandola all'interno di enormi Datacenter situati negli Stati Uniti e in Europa.
I criminali hanno registrato centinaia di migliaia di indirizzi IP, intestandoli falsamente a grandi ISP (fornitori di servizi Internet) americani per superare i controlli di geolocalizzazione.
Methbot arrivò a generare 300 milioni di finte visualizzazioni video al giorno, rubando dai budget degli inserzionisti quasi **3-5 milioni di dollari ogni 24 ore**.
Questo caso ha dimostrato senza appello che l'ecosistema pubblicitario aperto era strutturalmente indifendibile contro le frodi, rendendo chiara la necessità di una validazione fisica.